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Parassiti intestinali: come eliminarli


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I parassiti, più comunemente detti vermi intestinali, sono degli organismi pluricellulari di varie dimensioni, che possono provocare malattie pericolose una volta colonizzato l’intestino. 

Possono appartenere alla classe dei protozoi (come la Giardia) o alla classe dei vermi (come la Tenia) e riescono ad entrare in circolo nel corpo mediante il consumo di alimenti o liquidi contaminati. Il principale fattore di rischio è l’esposizione ad ambienti in scarse condizioni igieniche. Tuttavia, altri fattori di rischio possono essere una cattiva conservazione degli alimenti od il contatto con qualche elemento contaminato da una persona infetta.

La gravità con la quale si può presentare la malattia varia in funzione della reazione del sistema immunitario.

Contrarre una verminosi è molto più semplice di quanto contrariamente si possa pensare, per i bambini piccoli ancora di più, proprio per la naturale tendenza di assaggiare qualsiasi cosa gli passi per le mani, ma anche per gli adulti, avventori di ristoranti con cuochi che non si sono lavati bene le mani.

La maggior parte delle infezioni parassitarie nella nostra società è dettata dalla presenza di ossiuri (Enterobius vermicularis) che interessano una grande quantità della popolazione in età pediatrica.

Gli ossiuri causano un prurito insopportabile. Più grande della giardia, è visibile a occhio nudo (misura circa mezzo centimetro) sotto forma di filamenti bianchi nelle feci.

Come si prendono gli ossiuri? Negli adulti è frequente infettarsi attraverso il cibo contaminato con le uova del parassita. Ma è anche possibile che il contagio avvenga, quando in famiglia c’è un bambino che ne è affetto, se l’adulto entra in contatto con le sue feci.

Gli ossiuri si posizionano di solito nell’ultimo tratto dell’intestino. Da qui si muovono fino a fuoriuscire dall’ano. Ecco spiegato perché provocano un sintomo tipico, il prurito nella zona perianale e nella vagina, e perché è facile individuarli nelle feci rendendo superfluo anche l’esame parassitologico.

In ogni caso non c’è motivo di preoccuparsi: si tratta di un’infezione che si vince facilmente. L’unico problema da non sottovalutare è la facilità di contagio: nei giorni in cui si è infetti è molto importante fare attenzione all’igiene, usando asciugamani separati, lavando con cura (ad almeno 55 °C) la biancheria e gli indumenti intimi.

I sintomi 

I sintomi che possono insorgere con la presenza di verminosi sono svariati, uno dei più comuni è il fenomeno del bruxismo (digrignamento notturno dei denti), il continuo sbattere delle palpebre, prurito alla punta del naso, prurito all’ano o ai genitali (vulvo-vaginiti), dolore in zona appendice o zona ombelicale, dermatiti ed eritemi, tosse stizzosa notturna, diarrea, nausea, stanchezza cronica, e per ultimi ma non meno importanti fenomeni di autismo, incubi notturni o agitazione continua e costante.

I rischi se si possiede un cane o un gatto

Alcuni vermi degli animali domestici sono trasmissibili all’uomo.

Il più pericoloso è l’Echinococco, un parassita che vive nell’intestino del cane, le cui uova finiscono nelle feci. Se si ingeriscono dei residui, portando per esempio le mani alla bocca dopo aver toccato il pavimento sporco, ci si può contagiare. Stessa modalità di trasmissione anche per gli ascaridi, vermi dei cani le cui larve possono danneggiare gli organi umani. Infine il Dipylidium, che si prende più di rado perché la trasmissione avviene solo con l’ingestione di una pulce del cane o del gatto.

Giardia: diagnosticarla non è facile

Causa la parassitosi da protozoi più diffusa al mondo. Invisibile a occhio nudo, la giardia si trasmette soltanto per via oro-fecale: si può ingerire mangiando cibo contaminato come frutta e verdura non lavate accuratamente oppure sciacquate con acqua già infestata da uova o larve del parassita.

Una volta assunta con il cibo, la giardia attraversa l’apparato digerente resistendo ancheall’ambiente molto acido dello stomaco, per andare a sistemarsi nel primo tratto dell’intestino: il duodeno. Provoca un’infiammazione delle mucose che distrugge i villi intestinali, quei piccoli rilievi fondamentali per favorire l’assorbimento delle sostanze indispensabili alla crescita e alla sopravvivenza delle cellule. La parassitosi da giardia non dà sintomi precisi, anzi: può far pensare a una qualunque infezione virale o batterica, perché si verificano astenia, perdita di peso, disturbi digestivi, carenza di vitamine e ferro. Ma può anche essere confusa con la celiachia, che si caratterizza per lo stesso tipo di danno ai villi.

Solo qualche volta si verifica il segnale che più deve insospettire, una diarrea che dura diversi giorni. In questo caso il primo passo è l’esame delle feci.

Tenia: riconoscerla di solito è facile

È il parassita attorno al quale è nato un famoso falso mito: si diceva che, ingerito intenzionalmente, potesse aiutare a dimagrire “sottraendo” buona parte del cibo ingerito. Ma non è vero.

Di colore bianco tendente al giallastro, ha una forma piatta che può ricordare un nastro e soprattutto avere dimensioni notevoli, da alcuni centimetri fino a diversi metri di lunghezza.

Di solito si colloca, arrotolato, tra l’intestino tenue e il colon. Anche in questo caso è il cibo contaminato la fonte dell’infezione. La tenia si prende mangiando carne cruda o non ben cotta, soprattutto quella di maiale, di origine non controllata dal punto di igienico e sanitario. Ma il contagio può accadere anche mangiando frutta o verdura non lavate oppure sciacquate con acqua infetta.

Anisakis: lo si scopre con la gastroscopia

Si è diffuso con il boom del pesce crudo. L’Anisakis è un parassita che può infestare l’apparato digerente di moltissimi pesci e molluschi. E non sono solo le specie esotiche a essere a rischio, ma anche triglie, merluzzi, tonno, alici e salmone.

Il pesce, se contaminato e mangiato crudo, permette alle larve ingerite di impiantarsi nelle pareti dell’apparato gastrointestinale. E poiché sono in grado di difendersi dai succhi gastrici e hanno una grande capacità perforante, possono causare gravi danni all’organismo: i sintomi vanno da un intenso dolore allo stomaco, seguito da nausea e vomito, fino all’occlusione intestinale. L’Anisakis è bianco tendente al rosato, ha una forma cilindrica ed è visibile a occhio nudo. Predilige il tratto digestivo superiore, ma può sistemarsi ovunque, ancorandosi alla mucosa dell’intestino.

Riconoscere i vermi intestinali

È opportuno infatti controllare sempre le proprie feci nei giorni di luna nuova e luna piena, in quanto i vermi in questi giorni si danno appuntamento nell’intestino per riprodursi copiosamente e depositare le uova. Proprio con l’arrivo della luna piena molti sintomi sopra descritti potrebbero acutizzarsi, in questi giorni quindi è probabile vedere le uova o i vermi stessi nelle feci ed allo stesso tempo è molto importante sferrare gli attacchi necessari per debellarli a ogni quarto di luna. Un altro modo diagnostico potrebbe essere quello dell’esame delle feci ma spesso porta risultati controversi alla realtà, quindi il consiglio è quello di valutare con un esame del sangue la conta degli eosinofili: se questo dato si trova in un range tra il 4% e il 20% allora molto probabilmente siamo di fronte ad un’infezione parassitaria.

Come debellare i vermi intestinali

Fortunatamente la natura ci viene sempre in aiuto, quindi oltre a delle accortezze casalinghe possiamo aiutarci con qualche rimedio fitoterapico.

Innanzi tutto è sempre bene lavarsi bene le mani dopo essere stati in bagno, ma questo ormai dovrebbe essere assodato per tutti. In cucina la presenza di alimenti come aglio, cipolla, curry, oltre a migliorare il sapore dei nostri piatti porta anche un’azione antiparassitaria molto importante. Per chi ama i digestivi è consigliabile usare il Nocino, infatti esso contenendo mallo di noce porta con sé delle ottime proprietà antiparassitarie.

Rimedi naturali particolarmente efficaci contro gli Ossiuri, oltre ad eliminarli, preverranno il contagio:

-  Papaia: nella Medicina Cinese era usata per espellere i parassiti intestinali. Macinare la Papaia con un po’ di Aceto di Mele e bere a stomaco vuoto.

- Semi di Zucca: assumere un cucchiaio di semi di Zucca a stomaco vuoto fino a far sparire gli Ossiuri. Grazie alla Cucurbitina, un importante principio attivo della Zucca con grandi proprietà antielmintiche che previene i parassiti intestinali. 

- Latte, Aglio, Menta, Assenzio maggiore e Miele: versare 3 spicchi d’Aglio macinati in un bicchiere di Latte, aggiungere un cucchiaio di succo di Menta, uno di succo di Assenzio e uno di Miele.  Bere un quarto di vaso a stomaco vuoto.

Ma questi non sono gli unici rimedi naturali ad avere queste capacità. Infatti estratti fluidi come tinture madri, o macerati glicerici di chiodi di garofano e artemisia-assenzio, mallo di noce nera, riescono a interrompere il ciclo vitale dei parassiti portando a una bonifica dell’apparato intestinale.

Il mallo di Noce nera e l’Assenzio che uccidono gli stadi adulti e impediscono l’accrescimento di oltre 100 parassiti.

Il mallo della noce nera (Juglans nigra) era usato dagli Indiani d’America come un rimedio antiparassitario, un antibatterico, un antivirale ed un antifungale. Le sue proprietà attive sono il juglone, i tannini e lo iodio.

L’assenzio (Artemisia Absinthum) è apprezzato soprattutto per il suo effetto tonico sul fegato, sulla cistifellea e sul sistema digestivo e per la sua attività vermicida. E’ un medicamento estremamente utile per le persone con una digestione debole o poco attiva. Aumenta l’acido dello stomaco e la produzione di bile, migliorando la digestione e l’assorbimento di nutrienti. Riduce anche la flatulenza ed il gonfiore addominale.  

I chiodi di Garofano ne uccidono le uova

. I chiodi di garofano hanno proprietà antiparassitarie, antibatteriche e antinfiammatorie che possono distruggere diversi microorganismi che proliferano nell’apparato digerente.

  • Permettono di eliminare i parassiti, poiché i loro oli essenziali riescono a contenerne la proliferazione.
  • Evitano che questi organismi rilascino tossine nel flusso sanguigno (il che potrebbe causare complicazioni per la salute).
  • Alleviano le irritazioni della mucosa gastrica, riducendo il gonfiore e dolore addominale ricorrente.

Soltanto utilizzandoli insieme, e per un tempo adeguato, si riesce ad eliminare completamente la presenza dei parassiti dal nostro organismo. Se si uccidono solamente gli adulti, gli stadi giovanili e le uova producono in breve nuovi adulti. Se si uccidono solamente le uova, i milioni di stadi intermedi già liberi nell’organismo pongono in breve nuovi adulti e più uova. Questi ingredienti attaccano questi microrganismi e modificano l’ambiente di cui i parassiti hanno bisogno per svilupparsi. A differenza di altri rimedi contro i parassiti, questi ingredienti non alterano il PH della flora batterica intestinale,anzi, al contrario aiutano a rinforzarla migliorandone le reazioni alle infezioni.

Qui trovate un preparato con questi 3 estratti vegetali, lavorati con metodo spagirico per aumentarne l'efficacia e senza alcool, ma con acqua di sorgente distillata.

Effetti collaterali: All’inizio della terapia, tuttavia, si possono manifestare  alcune sensazioni leggermente fastidiose, più evidenti durante la eliminazione dei parassiti, che sono dimostrazione dell’efficacia del prodotto.

 

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